“Da ragazzo ero molto bravo nel disegno e con quella macchina meravigliosa riuscivo a creare disegni di ogni specie. Sul tavolo fissavo lo strumento ed esercitavo un po’ di pressione sulla punta scrivente; i primi tentativi non erano un granché, ma dopo un po’ acquisivo sicurezza.
A scuola capitava di dover realizzare cartelloni non riproducibili con un computer, perché di dimensioni superiori al formato A4 (21 cm × 29,7 cm).”
“Usare il pantografo non era facile e all’inizio non riuscivo a capire bene neppure il funzionamento. Il professore di arte mi mostrava qualche trucco per maneggiarlo al meglio e con un po’ di esercizio e di prove ripetute finalmente riuscivo a realizzare bei disegni su grandi cartelloni, apprezzati da tutti.”
Video: Alcuni fasi del laboratorio didattico sperimentale. Nessuna formula, dalla pratica alla teoria
https://www.youtube.com/watch?v=AORfl8Agja8&t=4s
L’alunno che osserva le macchine articolate accresce la propria curiosità e i tempi di concentrazione, ma con difficoltà tende a trovare una sintesi e a formalizzare quanto osservato. L’alunno che invece costruisce o assembla macchine è dapprima disorientato ma anche stimolato ad apportare contributi creativi e personali.